Bentrovati, cari amici; mancavo da un bel po' di tempo, no? Siete contenti di risentirmi?... Non ve ne frega nulla? ...E vi sbagliate, perchè ho portato dalla mia Sicilia un paio di ricettine di origine molto antica, cibi dagli ingredienti semplici e gustosi, adatti anche ai gusti ed alle esigenze dietetiche di oggi.
La prima è il "MACCO", ovvero una minestra di fave con la pasta che, raffreddata a dovere per essere servita, deve consentire al cucchiaio di restare dritto in piedi infilato nella minestra stessa.
Si prepara nel modo seguente:
1 grossa cipolla di Tropea (quelle rosse oblunghe)
1 grossa carota
1 gambo di sedano
1 manciata di prezzemolo
trita tutto nel frullino (non devi ottenere una pappetta, ma solo sminuzzare),
poni il tutto in pentola a pressione ed aggiungi:
500 grammi di fave secche già sbucciate (di solito una busta preconfezionata)
1/2 bicchiere di salsa di pomodoro
1 dado vegetale
1 pizzico di sale (il dado è già salato)
acqua quanto basta (a coprire le fave) per la cottura in pentola a pressione.
Cuocere per 1 ora da quando si abbassa la fiamma.
Aggiungere quindi spaghettini tagliati o ditalini (per un appetito medio-alto 300 grammi per 4 persone),
un filo di olio (naturalmente extravergine di oliva prima spremitura extrapuro super DOCGT ecc... e chi più ne ha più ne metta)
e, se necessario per la cottura della pasta, ancora un poco d'acqua.
Cuocere a fuoco lento mescolando sempre per evitare che si attacchi sul fondo della pentola.
A cottura ultimata versare nei piatti ed aspettare che, con il raffreddamento, si rapprenda ( mi raccomando: non abbiate fretta se non volete ustionarvi la bocca!)
Per chi ama i vini rossi consiglio un nero d'Avola, altrimenti un Donnafugata o un Catarratto.
PS: se per caso dovesse avanzare (ma non credo!) potete friggerlo leggermente la sera o il giorno dopo come una frittata.
venerdì 5 settembre 2008
giovedì 2 agosto 2007
Frittata-omelette con pomodori Cuore di Bue
"Ma non dovevi preparare la pizza questa sera?" "no", risponde mia moglie, "Antonio (l'ultimo figlio rimasto ad abitare con noi) resta fuori a cena, io sono a dieta, quindi non metto su tutto l'"Ambaradan" solo per te. "Ok, allora mangerò il carpaccio". "No, il carpaccio serve per preparare gli involtini di domani". "Bene, è rimasta un po' di insalata di patate dal pranzo di oggi". "No, l' finita io poco fa" (meno male che era a dieta!). Scosso da un tremito di nervosismo apro il frigorifero resistendo al risucchio del vuoto pneumatico dell'interno. Il mio sistema occhi-cervello pare funzionare come quello di ROBCOP (ricordate?) ed individua subito tre ingredienti fondamentali: uova, pangrattato, grana.
Dopo aver sbattuto 2 uova,
grattugio 2 o 3 cucchiai di grana e aggiungo
2 o 3 cucchiai di pangrattato, quindi
2 tazzine di latte ed
1 pizzico di sale.
Mescolo molto bene. In una padella di 20-25 cm si stanno già scaldando 2 cucchiai di olio di oliva extravergine.
Quando il composto è omogeneo lo verso nella padella a fuoco piuttosto vivo. Mi sembra però che manchi qualcosa.
Rapidamente, mentre il composto sta cuocendo, scovo l'ultimo pomodoro Cuore di Bue, ben maturo, nascosto dietro il sedano. Lo lavo, lo affetto sottilmente, getto 3 o 4 fettine sul composto dentro la padella le salo leggermente e vi aggiungo qualche foglia di basilico strappata con ultimo disperato guizzo dalla piantina sul terrazzo. Bisogna ora rivoltare il tutto, operazione nella quale, in genere, sfoggio non poca abilità. Ma, ahimè, questa volta il composto è troppo pesante, e l'operazione riesce a metà, formando una specie di mezzaluna, con le fette di pomodoro all'interno. Mentre guardo gli arabeschi formati dalla cottura sulla parte visibile della luna, penso che la parte nascosta si sta cuocendo troppo. Rimedio allora con un abile (questa volta si) colpo di polso e spengo il gas dopo circa 30 secondi. Ho sposato tutto ciò con un malvasia dell'Istria (vino bianco secco leggero) servito molto freddo.
Questa pietanza è stata utile anche come calmante. Buon appetito!
Dopo aver sbattuto 2 uova,
grattugio 2 o 3 cucchiai di grana e aggiungo
2 o 3 cucchiai di pangrattato, quindi
2 tazzine di latte ed
1 pizzico di sale.
Mescolo molto bene. In una padella di 20-25 cm si stanno già scaldando 2 cucchiai di olio di oliva extravergine.
Quando il composto è omogeneo lo verso nella padella a fuoco piuttosto vivo. Mi sembra però che manchi qualcosa.
Rapidamente, mentre il composto sta cuocendo, scovo l'ultimo pomodoro Cuore di Bue, ben maturo, nascosto dietro il sedano. Lo lavo, lo affetto sottilmente, getto 3 o 4 fettine sul composto dentro la padella le salo leggermente e vi aggiungo qualche foglia di basilico strappata con ultimo disperato guizzo dalla piantina sul terrazzo. Bisogna ora rivoltare il tutto, operazione nella quale, in genere, sfoggio non poca abilità. Ma, ahimè, questa volta il composto è troppo pesante, e l'operazione riesce a metà, formando una specie di mezzaluna, con le fette di pomodoro all'interno. Mentre guardo gli arabeschi formati dalla cottura sulla parte visibile della luna, penso che la parte nascosta si sta cuocendo troppo. Rimedio allora con un abile (questa volta si) colpo di polso e spengo il gas dopo circa 30 secondi. Ho sposato tutto ciò con un malvasia dell'Istria (vino bianco secco leggero) servito molto freddo.
Questa pietanza è stata utile anche come calmante. Buon appetito!
mercoledì 1 agosto 2007
AGNELLO AGRODOLCE ESTIVO
Questa mattina mia moglie mi avvisa che bisogna fare posto nel freezer e decide che l'agnello sacrificale è appunto un pezzo di anteriore di agnello acquistato qualche tempo fa. Ma con il caldo estivo l'agnello non è proprio il cibo più indicato. Ciononostante, facendo ricorso a tutte le mie risorse mnemoniche, è venuta fuori una ricettina che, a giudicare dall'accoglienza ricevuta, non è niente male.
600 g anteriore di agnello tagliato a fette larghe 1 o 2 dita
1 carota
1 cipolla di Tropea (quella rossa e oblunga) non troppo grande
1/2 gambo di sedano
8 olive bianche snocciolate affettate
1 manciata di capperi salati di Pantelleria ben sciacquati e tritati
2 manciatine di prezzemolo
3 cucchiai d'olio di oliva extravergine
1 bicchiere( ca 2 decilitri) di vino bianco secco
sale
Affettate sottilmente la carota e la cipolla, tritate il sedano e ponete in pentola a pressione con un dito d'acqua a bollire finchè l'acqua non sia completamente evaporata.
Aggiungete l'olio e rosolate appena appena. Aggiungete quindi la carne e fate rosolare bene (attenzione a non bruciare le verdure). Quindi salate e aggiungete il vino, le olive, i capperi e lasciate evaporare. Aggiungete adesso una manciatina di prezzemolo, mescolate bene, chiudete la pentola e cuocete per mezz'ora dopo il raggiungimento della pressione.
Quindi aprite la pentola e fate addensare un po' il sughetto sul fuoco. Disponete su un piatto da portata, ricoprite con il sughetto e guarnite con il restante prezzemolo. Servite caldo con accompagnamento, se vi è possibile, di Nero d'Avola.
Buon appetito !
PS. volevo pubblicare la foto, ma è stato tutto spazzolato prima che potessi farlo!
600 g anteriore di agnello tagliato a fette larghe 1 o 2 dita
1 carota
1 cipolla di Tropea (quella rossa e oblunga) non troppo grande
1/2 gambo di sedano
8 olive bianche snocciolate affettate
1 manciata di capperi salati di Pantelleria ben sciacquati e tritati
2 manciatine di prezzemolo
3 cucchiai d'olio di oliva extravergine
1 bicchiere( ca 2 decilitri) di vino bianco secco
sale
Affettate sottilmente la carota e la cipolla, tritate il sedano e ponete in pentola a pressione con un dito d'acqua a bollire finchè l'acqua non sia completamente evaporata.
Aggiungete l'olio e rosolate appena appena. Aggiungete quindi la carne e fate rosolare bene (attenzione a non bruciare le verdure). Quindi salate e aggiungete il vino, le olive, i capperi e lasciate evaporare. Aggiungete adesso una manciatina di prezzemolo, mescolate bene, chiudete la pentola e cuocete per mezz'ora dopo il raggiungimento della pressione.
Quindi aprite la pentola e fate addensare un po' il sughetto sul fuoco. Disponete su un piatto da portata, ricoprite con il sughetto e guarnite con il restante prezzemolo. Servite caldo con accompagnamento, se vi è possibile, di Nero d'Avola.
Buon appetito !
PS. volevo pubblicare la foto, ma è stato tutto spazzolato prima che potessi farlo!
Iscriviti a:
Post (Atom)