Bentrovati, cari amici; mancavo da un bel po' di tempo, no? Siete contenti di risentirmi?... Non ve ne frega nulla? ...E vi sbagliate, perchè ho portato dalla mia Sicilia un paio di ricettine di origine molto antica, cibi dagli ingredienti semplici e gustosi, adatti anche ai gusti ed alle esigenze dietetiche di oggi.
La prima è il "MACCO", ovvero una minestra di fave con la pasta che, raffreddata a dovere per essere servita, deve consentire al cucchiaio di restare dritto in piedi infilato nella minestra stessa.
Si prepara nel modo seguente:
1 grossa cipolla di Tropea (quelle rosse oblunghe)
1 grossa carota
1 gambo di sedano
1 manciata di prezzemolo
trita tutto nel frullino (non devi ottenere una pappetta, ma solo sminuzzare),
poni il tutto in pentola a pressione ed aggiungi:
500 grammi di fave secche già sbucciate (di solito una busta preconfezionata)
1/2 bicchiere di salsa di pomodoro
1 dado vegetale
1 pizzico di sale (il dado è già salato)
acqua quanto basta (a coprire le fave) per la cottura in pentola a pressione.
Cuocere per 1 ora da quando si abbassa la fiamma.
Aggiungere quindi spaghettini tagliati o ditalini (per un appetito medio-alto 300 grammi per 4 persone),
un filo di olio (naturalmente extravergine di oliva prima spremitura extrapuro super DOCGT ecc... e chi più ne ha più ne metta)
e, se necessario per la cottura della pasta, ancora un poco d'acqua.
Cuocere a fuoco lento mescolando sempre per evitare che si attacchi sul fondo della pentola.
A cottura ultimata versare nei piatti ed aspettare che, con il raffreddamento, si rapprenda ( mi raccomando: non abbiate fretta se non volete ustionarvi la bocca!)
Per chi ama i vini rossi consiglio un nero d'Avola, altrimenti un Donnafugata o un Catarratto.
PS: se per caso dovesse avanzare (ma non credo!) potete friggerlo leggermente la sera o il giorno dopo come una frittata.
venerdì 5 settembre 2008
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